Pensieri Luce - 2026 anno A
E' una breve riflessione settimanale sulla Parola di Dio.
Offre uno spunto per illuminare la nostra giornata festiva e la nostra settimana.
E' una breve riflessione settimanale sulla Parola di Dio.
Offre uno spunto per illuminare la nostra giornata festiva e la nostra settimana.
2026 Domenica 05 aprile
Domenica di Pasqua - anno A
Il cammino quaresimale caratterizzato dalla preghiera intensa, dalle opere della penitenza, da tanti gesti di carità dovrebbe aver prodotto in noi la conversione che ci fa sentire creature nuove, risorte insieme a Gesù. In questa grande festa di Pasqua sono tanti gli elementi che ci vengono offerti dalla Liturgia per cogliere con forza il richiamo della nuova vita che esplode prepotentemente con la Risurrezione di Gesù dai morti donata a noi dal giorno del nostro del Battesimo. Allora celebrare la Pasqua significa recuperare un po’ di gioia della festa attraverso la consapevolezza che con Cristo risorto tutto risorge, anche la nostra vita. Non siamo più discepoli amorfi, ma possibili testimoni di qualcosa che rende sensata la nostra vita, in rapporto a noi stessi, agli altri e perché no, in rapporto a Dio che in Cristo ci salva. Buona Santa Pasqua!
At 10,34a.37-43; Sal 117; Col 3,1-4 opp. 1Cor 5,6-8; Gv 20,1-9 (sera: Lc 24,13-35)
2026 Domenica 29 marzo
Domenica di Passione/Palme - anno A
La grande settimana santa inizia con la domenica di Passione nella quale solitamente vi partecipiamo con il suggestivo rito della benedizione dell'ulivo. Portando in mano il rametto di questa pianta dichiariamo la nostra fede in Gesù, disposti a seguirlo nella sua Passione. Un dramma cruento che oggi vediamo in tanti, troppi fatti di cronaca: dalle guerre alle violenze verso propri simili, anche familiari. Facciamo in modo che Pasqua del Signore lo sia anche per noi: le celebrazioni di questi giorni ci portino una significativa e rivoluzionaria resurrezione interiore, nel senso che la Risurrezione di Cristo la possiamo gustare pienamente e apprezzare nel profondo per vivere nella riscoperta intensa del nostro essere cristiani. Non rifiutiamo quindi di assecondare quanto la fede ci propone per non sentirci soli bensì sostenuti da Cristo Gesù.
Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Mt 26,14 - 27,66
2026 Domenica 22 marzo
V Domenica di Quaresima - anno A
Il brano del vangelo di San Giovanni che riporta l’episodio del ritorno in vita di Lazzaro è una preparazione al mistero della morte e risurrezione del Signore. Il dialogo che intercorre tra Gesù e Marta sulla morte del fratello Lazzaro ci fa capire quanta fede c'era in questa donna al punto tale che dice “Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto”. Una professione di fede nel Cristo che dona vita, oltre la stessa vita terrena, una professione di fede che afferma che egli risorgerà nell'ultimo giorno. Così Gesù si presenta come colui che è la risurrezione e la vita. Per cui se uno crede in Lui, anche se muore, vivrà. “Chiunque vive e crede in Lui, non morirà in eterno". Gesù offre a Marta e a noi una soluzione al problema della morte e del dolore: credere in Lui? Ci riusciamo? È il senso della Pasqua!!!
Ez 37,12-14; Sal 129; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45
2026 Domenica 15 marzo
IV Domenica di Quaresima - anno A
Secondo la prospettiva cristiana la luce non brilla sempre dove si pensa di scoprirla perché appare veramente dove brillano i valori della fede e della carità. Non è legata agli interessi o lusinghe dell’uomo ma soltanto alla sua sorgente soprannaturale che è Dio. Per questo spesso la ignorano i potenti e quanti presumono di essere saggi. In verità questi evidenziano una propria cecità perché inconsapevoli delle loro fragilità e del loro peccato. La luce al contrario scaturisce improvvisamente in chi è trascurato o anche disprezzato dagli uomini. Il credente deve chiedere al Signore di essere illuminato da questa luce che gli è stata consegnata nel Battesimo perché possa camminare speditamente e con sicurezza lungo le strade della vita.
1Sam 16,1b.4.6-7.10-13; Sal 22; Ef 5,8-14; Gv 9,1-41
2026 Domenica 08 marzo
III Domenica di Quaresima - anno A
L'acqua è un elemento fondamentale per la vita. Infatti senza di essa subentra la morte. Riconosciamo la serietà di questo discorso proprio adesso quando da ogni parte si parla di inquinamento delle acque, dell’aria, del nostro stesso respiro... con prospettive che scoraggiano e allertano se non si programmano interventi urgenti e da rispettarsi da parte di tutti. La salvezza dell'uomo passa attraverso l'acqua che Gesù stesso ci ha donato nel sacramento del Battesimo che ogni credente è chiamato a riscoprire. Sulla strada del Regno ci siamo bagnati con l'acqua sacramentale del Battesimo e continuiamo ad abbeverarci ad essa ogni volta che ci accostiamo alla Eucaristia. Ma questa opportunità oggi non è più considerata essenziale da parte di molti. Ci si definisce credenti, ma ci si nutre poco dell’acqua e del pane di Cristo Gesù.
Es 17,3-7; Sal 94; Rm 5,1-2.5-8; Gv 4,5-42
2026 Domenica 01 marzo
II Domenica di Quaresima - anno A
Come conoscere meglio Gesù? La trasfigurazione ci suggerisce almeno tre modalità. Con un distacco/pausa dalla quotidianità. Gesù porta i discepoli in disparte. Ci sono esperienze che non si possono fare in mezzo alla confusione. Un po' di silenzio, di solitudine, di contemplazione, di preghiera, lo stare soli di fronte al Signore sono necessari. Con un invito ad interrogare e custodire la Parola di Dio: Mosè la legge e la liberazione dalla schiavitù; Elia il profeta che apre alla speranza sempre nuova. Con l’apprezzare il silenzio: il fatto che Gesù comandi ai discepoli di mantenere il silenzio significa che questo è il tempo dell'ascolto e della riflessione, è il tempo dello stare con Gesù per imparare a conoscerlo meglio. Poi verrà il tempo della testimonianza...
Gen 12,1-4a; Sal 32; 2Tm 1,8b-10; Mt 17,1-9
2026 Domenica 22 febbraio
I Domenica di Quaresima - anno A
Vivere per sempre fuggendo ogni paura, ogni prova che condizionano quasi tutte le nostre giornate, sarebbe un gran bel vivere! Ci rendiamo conto però di non potercela fare da soli. Facciamo di tutto per avere la certezza di essere invulnerabili. Ma facendo così ci chiudiamo in noi stessi. Rifiutiamo il vero rapporto con il mondo, con i fratelli e soprattutto con Dio subordinando ogni essere a noi. Anzi percepiamo l'apertura verso l'Altro (Dio) come un rischio che ci può far perdere. Eppure Gesù ci ha insegnato che proprio dalla nostra conversione a Dio dipende la realizzazione della nostra felicità. È il cammino che ci viene prospettato in questo nuova quaresima. Se vogliamo essere vincitori riscopriamo la consapevolezza che il Signore non ci lascia soli, ci è accanto, ci offre tutta la sua assistenza.
Gn 2,7-9; 3,1-7; Sal 50; Rm 5,12-19; Mt 4,1-11
2026 Domenica 15 febbraio
VI Domenica T. Ordinario - anno A
L'uomo creato da Dio a sua immagine e somiglianza anela continuamente verso la libertà come sommo bene che lo caratterizza di fronte a tutte le altre creature. Eppure spesso questa nobile qualifica viene barattata con cose e situazioni che rendono l'uomo schiavo, allontanandolo dal progetto di Dio. Gesù è venuto a riportare l'uomo nella sua bella condizione primordiale, certamente non abbattendo le regole già conosciute ma riconfermandole come vera opportunità per testimoniare l’amore per Dio e per i fratelli. Il “ma io vi dico” sarebbe più significativo tradurlo con “io ora vi dico”. È l’ora della presenza “unica” di Dio attraverso Cristo Gesù il quale annuncia e attua la Parola Divina: un amore che dal cuore di Dio va al cuore dell’uomo.
Sir 15,15-20; Sal 118; 1Cor 2,6-10; Mt 5,17-37
2026 Domenica 08 febbraio
V Domenica T. Ordinario - anno A
Il sale e la luce sono i due elementi ricordati oggi nel Vangelo che sottolineano la natura della presenza della Chiesa nel mondo di fronte al quale essa si manifesta con il sincero desiderio di fedeltà al messaggio di Cristo Gesù. Inoltre la Chiesa si fa portatrice di quei valori che Cristo ha richiamato e che possiamo considerare perenni. I discepoli di Gesù infatti sono i garanti della nuova alleanza sancita con il sangue di Cristo. Questa è la comunità di quelli che hanno scelto di essere “beati” - come il vangelo settimana scorsa ci suggeriva - e si sforzano di mantenersi fedeli a questo impegno esercitando le opere proprie dei figli di Dio e rendendo possibile la liberazione dell'umanità dalla sua atavica condizione di peccato. È questa la presenza del Regno di Dio sulla terra!
Is 58,7-10; Sal 111; 1Cor 2,1-5; Mt 5,13-16
2026 Domenica 31 Gennaio
IV Domenica T. Ordinario - anno A
Abbiamo una dottrina nuova. Nell’AT la beatitudine o la maledizione dipendevano dall’abbondanza dei beni materiali. Con Gesù invece i beati sono “i poveri in spirito”, quelli che sanno mettersi davanti a Dio e si abbandonano a Lui. Il perché di questo cambiamento ci viene dal profeta Sofonia: mentre da un lato l’ira di Dio divampa sui corrotti dall’altro fa avanzare il popolo degli umili e dei poveri. San Paolo non è meno esplicito: Dio sceglie coloro che sono deboli, ignobili e disprezzati per renderli sapienti e forti in Cristo. È l’insegnamento di oggi: Dio invia il Figlio per far nascere la città dei giusti, coloro che non fondano la propria esistenza sulle sicurezze umane ma specchiandosi nel nuovo messaggio delle beatitudini si fidano di Lui e nel proprio cuore fanno spazio ai fratelli. Un messaggio completamente nuovo!
Sof 2,3; 3,12-13; Sal 145; 1Cor 1,26-31; Mt 5,1-12a
2026 Domenica 25 Gennaio
III Domenica T. Ordinario - anno A
Tutti gli uomini (forse in questo tempo dovremmo dire: quasi tutti) anelano a possedere una pace vera e stabile. Il benefattore di questo immenso dono è già venuto al mondo eppure noi continuiamo ad ignorarlo cercando di costruire la felicità con le sole nostre mani. E così ci affidiamo a programmi fondati sul progresso, sul denaro e sul potere mentre non ci si rende conto che tutto ciò altera i rapporti e favorisce la disgregazione. E quando qualche profeta cerca di destarci dal torpore preferiamo non ascoltarlo oppure sbarazzarci della sua scomoda presenza. La storia si ripete con puntualità. Per potere far parte del Regno di Gesù è necessario mettersi alla sua scuola abbandonando tut- te le nostre sicurezze per correre il rischio dell'avventura garantita dalla Sua Parola.
Is 8,23b - 9,3; Sal 26; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23
2026 Domenica 18 Gennaio
II Domenica T. Ordinario - anno A
San Giovanni Battista presenta Gesù come il Salvatore degli uomini inviato da Dio a «togliere il peccato del mondo». Fin dall'inizio del Vangelo viene delineata con chiarezza la missione di Cristo rivelatore del cuore di Dio perché gli uomini possano ritrovare la strada del ritorno alla casa del Padre. Infatti lungo il cammino della vita umana si è incuneato il peccato che ostacola l'uomo impedendogli di raggiungere la meta e creandogli intorno una serie innumerevole di illusioni idolatriche. Gesù è venuto per ricondurre gli uomini verso la verità testimoniata nel servizio pronto e disponibile alla volontà del Padre. Porsi alla sequela di Cristo significa mettersi costantemente in cammino con Lui e perseguire il desiderio di attuare un mondo nuovo.
Is 49,3.5-6; Sal 39; 1Cor 1,1-3; Gv 1,29-34
2026 Domenica 11 Gennaio
Battesimo di Gesù - anno A
Tutta la vita di Gesù è stata una costante “immersione” nella volontà del Padre ufficialmente dichiarata dalla voce che lo conferma “Figlio prediletto”, causa di “compiacenza” venuto in terra a “rifare” gli uomini dopo il peccato, ossia dopo il rifiuto della volontà di Dio per riportarli all’intimità dell’amore di Dio. La missione affidata al Figlio deve passare attraverso la prova della croce che diventa la Sua dimostrazione concreta di obbedienza pronta e disponibile alla volontà del Padre. Per questo il Battesimo di Gesù è un grande insegnamento per noi cristiani rinati alla vita divina dopo essere morti al peccato per continuare ad esistere nell’amore che salva. Così con il battesimo anche noi siamo immersi nella volontà ed amore del Padre.
Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17
2026 Domenica 04 Gennaio
II Domenica di Natale - anno A
“In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini, la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno accolta”. Le tenebre sono quella parte di noi che non riesce a lasciare spazio alla Luce che dona vita. Quella parte che si lascia prendere da pensieri negativi su di sé e sulla vita, quell'angolo di cuore che non riesce a guardare alle cose belle e vede tutto buio. Non a caso spesso chiamiamo "periodi bui" i momenti faticosi. Ma la luce vince sempre ricordiamolo! Se in una stanza buia lasciamo un lumino acceso già solo quello ci indica la direzione... pensiamo alle uscite di emergenza! Sì, Dio è la nostra luce di emergenza! Quella che ci lascia la libertà di movimento. Quella che ci lascia lo spazio di dare vita a ciò che siamo e che si garantisce la salvezza, anche di fronte le avversità più oscure.
Sir 24,1-4.12-16; Sal 147; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18
2025 Domenica 28 Dicembre
Santa Famiglia - anno A
La famiglia è l'istituzione fondamentale che normalizza tutto il convivere sociale. È importante allora fornirle tutto lo spazio e l'attenzione necessaria che merita per sostenerla lungo il cammino che diventa ogni giorno più difficile. Infatti il ruolo della famiglia è indispensabile come momento educativo e di aggregazione. In fondo dal modo in cui ci collochiamo di fronte alla famiglia dipende il nostro progetto di vita. Presentandoci la Sacra Famiglia di Nazareth la liturgia ci induce a domandarci: che cos'è veramente la famiglia? Liberandoci da immagini troppo sdolcinate, spesso usate per presentare la Sacra Famiglia, lasciamoci interrogare dallo stile della famiglia di Nazareth per prenderne coscienza e poi confrontarla con la realtà delle nostre famiglie odierne.
Sir 3, 3-7.14-17; Sal 127; Col 3,12-21; Mt 2,13-15.19-23
2025 Domenica 21 Dicembre
IV Domenica di Avvento - anno A
Dopo aver incontrato certe persone la nostra vita non può essere più quella di prima. Le loro parole ci fanno capire l'incongruenza delle nostre azioni. Ma soprattutto lo stile della loro vita suona come un vero rimprovero per il nostro modo di comportarci. Spesso infatti risulta trascurabile tutto quello che prima appariva importante mentre diventa importante quello che prima era sconosciuto. Così è incontrando e conoscendo Gesù! E allora il mondo che nasce da questa presa di coscienza deve essere veramente nuovo ripensato sulle proposte della Parola di Dio e sul valore della fede che esige accoglienza e piena disponibilità come l'esempio di molti che ci hanno preceduto e che hanno accolto con fiducia l’evento di Dio fattosi uomo. Così hanno fatto Maria e Giuseppe.
Is 7,10-14; Sal 23; Rm 1,1-7; Mt 1,18-24
2025 Domenica 14 Dicembre
III Domenica di Avvento - anno A
Non è possibile entrare a far parte del nuovo Regno se non si accetta come programma di vita la conversione. Tutti quelli che ritengono di avere dei diritti particolari perché battezzati, perché compiono qualche bella azione, perché seguono le norme stabilite, perché si sentono legittimati nelle loro verità... corrono il grosso rischio di ingannarsi e di condurre gli altri all’errore se non prendono sul serio la scelta della conversione propostaci da Giovanni Battista e poi da Cristo stesso. Due possono essere gli atteggiamenti di questo tempo di Avvento che stiamo vivendo: l’attesa paziente e trepidante per la venuta del Signore che ci porta gioia nella vita; la certezza che l’incontro con il Signore soprattutto nei sacramenti è il momento bello, pieno e significativo che alimenta la nostra fede.
Is 35,1-6a.8a.10; Sal 145; Gc 5,7-10; Mt 11,2-11
2025 Domenica 07 Dicembre
II Domenica di Avvento - anno A
Giovanni anticipa e prepara la vita pubblica di Gesù. Il Vangelo di Matteo, che ci accompagnerà nel nuovo anno liturgico, sottolinea la missione di Gesù che consiste nel “battezzare in Spirito Santo e fuoco” ossia purificare e santificare. Il riferimento alla scure e al ventilabro indicano il destino finale espresso dalla separazione tra il grano e la pula: il grano sarà nel granaio, la pula avrà il fuoco inestinguibile. Pertanto nessuno di noi si può crogiolare nelle proprie sicurezze come pensavano i farisei e i sadducei che facevano affidamento sul nome di Abramo. Ogni essere umano si trova sulla stessa linea di partenza: quella del peccato, per cui tutti dobbiamo sforzarci di fare la nostra parte con una sincera conversione che permetta la caduta di ogni barriera che ci separa da Dio e puntando a imitare Cristo che ci ha accolti senza alcuna distinzione.
Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12
2025 Domenica 30 Novembre
I Domenica di Avvento - anno A
Nuovo anno liturgico. Nuova vita? No, alimentiamo quella che abbiamo già e rendiamola sempre nuova nella via dell’attesa, della conversione, della rinascita, della risurrezione. Sì, attendiamo sempre qualcosa di nuovo che risponda alle nostre attese. Ma non vogliamo essere coloro che ricercano la novità per un gusto alternativo. Il Vangelo ci dice con chiarezza di assumere atteggiamenti di attenzione, di vigilanza per riconoscere la costante “novità” che Cristo ci porta con la sua presenza. Se sappiamo farlo non avremo noie e stanchezze da sopportare bensì sperimenteremo la vitalità di una vita cristiana che diventa sempre novità. Il tutto non in maniera magica e automatica ma con la nostra partecipazione sostenuta dalla volontà di convertici e di rinascere interiormente.
Is 2,1-5; Sal 121; Rm 13,11-14a; Mt 24,37-44